Rassegna stampa

Di Paolo Prezzavento

Chi non ha vissuto la stagione dei veleni a Palermo stenta a credere che tutto ciò che viene raccontato in questo libro sia potuto accadere. Augusto De Luca, morto nel 2022, era un uomo dello Stato, un uomo con la schiena dritta, tutto d’un pezzo, come si suol dire, e ha combattuto in prima linea per difenderlo dagli attacchi di mafia e di coloro che per decenni l’hanno fiancheggiata – quella zona grigia dei colletti bianchi che ha sempre utilizzato la criminalità organizzata per mantenere l’ordine pubblico e contenere i moti di rivolta della popolazione siciliana, come la strage di Portella della Ginestra.

In questa vicenda – comprendente il periodo che va dall’agosto del 1988 all’agosto del 1991 – compaiono servitori dello Stato veri e presunti, tra cui alcuni che indagini successive hanno rivelato essere servitori dell’Antistato. Compaiono Alberto Dalla Chiesa, Domenico Sica, Augusto De Luca, il Prefetto Finocchiaro, Mario Mori, Antonio Subranni, Loris d’Ambrosio, il Direttore del Sismi Martini, il Direttore del Sisde Malpica, Arnaldo La Barbera, Ferdinando Masone, Vincenzo Parisi, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Corrado Carnevale, Agostino Cordova, Leoluca Orlando, il Generale Della Porta, Bruno Contrada, Claudio Martelli, Ciriaco De Mita, Antonio Gava, Vincenzo Scotti, Francesco Cossiga, Giulio Andreotti. Nel vortice di colpi di scena che caratterizzò quella stagione in Sicilia e in tutta Italia, si arrivò a un punto, nella caldissima estate palermitana del 1989, in cui era diventato quasi impossibile distinguere i buoni dai cattivi, in cui tutti sospettavano di tutti, in cui si attivò a pieno regime la cosiddetta macchina del fango, con schizzi che raggiunsero anche coloro che rischiavano la vita ogni giorno per combattere la mafia...

Di Paolo Prezzavento

Questo secondo volume di Cronache dell’Antimafia di Augusto De Luca, intitolato La Liquidazione, è ancora più esplosivo del primo (qui la recensione). Nel primo volume avevamo assistito allo scontro all’ultimo sangue tra vari poteri dello Stato, al tentativo quasi disperato dopo l’uccisione di Carlo Alberto Dalla Chiesa (3 Settembre 1982) di segnare una svolta nella lotta alla mafia, facendo nascere appena tre giorni dopo (6 Settembre) quella struttura dotata dei superpoteri e degli uomini la cui attivazione il Generale e Prefetto di Palermo aveva richiesto invano per mesi, cioè l’Alto Commissariato per il coordinamento della lotta contro la delinquenza mafiosa.

Augusto De Luca, integerrimo servitore dello Stato, nella sua qualità di capo di Gabinetto della struttura commissariale, ha vissuto dall’interno queste drammatiche vicende che hanno scosso dalle fondamenta i palazzi del potere e le ha riportate giorno per giorno in una sorta di diario di bordo. La sua testimonianza sullo smantellamento progressivo, un pezzo alla volta, della struttura commissariale, è uno strumento di fondamentale importanza per comprendere quel periodo storico così travagliato [...]

L'Alto Commissario e la Verità Negata

Di Fabio Furnari.

Di fronte a un'opera che ripercorre quarant'anni di lotta al crimine organizzato, ci si interroga non solo sul valore della memoria, ma sulla tenuta democratica delle istituzioni. Un'indagine monumentale riabilita l'Ufficio dell'Alto Commissario, tra segreti d'ufficio e battaglie mediatiche. Esistono istituzioni che la storia, spesso scritta sotto dettatura dell'urgenza o del pregiudizio, liquida con troppa fretta. È il caso dell'Alto Commissario per il coordinamento della lotta contro la delinquenza mafiosa, istituito nel 1982 dopo il tragico sacrificio del prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa e soppresso dieci anni dopo. Per anni, la narrativa dominante ne ha decretato il fallimento, parlando di "scarsi risultati". Oggi, una nuova e poderosa ricostruzione storica ribalta questa tesi, offrendo un punto di vista privilegiato: quello di chi quell'istituto lo ha vissuto dall'interno.

L'autore, forte di una carriera quarantennale nei ranghi della Prefettura e di otto anni passati ai vertici dell'Alto Commissariato (al fianco di figure come i prefetti Sica e Finocchiaro), firma un'opera che è al contempo memoria storica e atto di giustizia intellettuale. Partito con l'intento di raccontare la vita di quell'ufficio, l'autore si è trovato "impelagato" – per sua stessa ammissione – in una sfida più vasta: narrare l'evoluzione simultanea di Mafia, Camorra, 'Ndrangheta e Sacra Corona Unita.

Il testo non si limita alla cronaca, ma solleva interrogativi che, a distanza di trent'anni, restano ferite aperte nel dibattito pubblico. Il rapporto tra mafia e politica, l'attendibilità dei collaboratori di giustizia e il costo sociale della loro gestione sono solo alcuni dei temi trattati. L'autore punta il dito contro le criticità del sistema: dalla "politicizzazione" del CSM alla piaga delle estorsioni, fino alla gestione spesso disumana delle carceri sovraffollate.

Particolarmente pungente è l'analisi sul ruolo dell'informazione e sulla violazione del segreto istruttorio. Il libro denuncia quel meccanismo distorto per cui le notizie di garanzia finiscono "in anteprima" sui giornali grazie a oscure "manine", mentre le assoluzioni – che arrivano anni dopo – vengono relegate a trafiletti invisibili. Un atto di onestà intellettuale, quello dell'autore, che ammette il rischio di omissioni in una mole di dati così vasta, ma ribadisce l'assenza di intenti denigratori.

L'opera si distingue per un rigore metodologico quasi scientifico. Basata su un archivio venticinquennale di cronache giornalistiche, la narrazione procede per gradi, seguendo il divenire degli eventi. Ogni paragrafo è datato, ogni dichiarazione virgolettata, permettendo al lettore – esperto o neofita che sia – di non perdere mai il filo logico. Preziosi per i ricercatori sono gli apparati tecnici: l'indice dei nomi, l'elenco delle operazioni di polizia e perfino un dizionario degli "alias" dei boss. Non è solo un libro, ma uno strumento di consultazione fondamentale per capire cosa sia successo ai 43.000 fascicoli trasferiti dall'Alto Commissario alla DIA nel 1993 e per valutare se il coordinamento tra le forze dell'ordine sia oggi davvero efficace.

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L'Alto Commissario e la Verità Negata | Delufa Press

Cronache dell'Antimafia di Augusto De Luca

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